Se una soluzione esiste, potremmo non essere in grado di trovarla

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May 8, 2023

Se una soluzione esiste, potremmo non essere in grado di trovarla

C'è uno studio, effettuato in doppio cieco su 22 volontari, che sembrerebbe dimostrare una diminuzione di alcune capacità cognitive, e in particolare il prendere decisioni, sopra una concentrazione di CO2 di 600 ppm. Per questo motivo si consiglia di areare i posti di lavoro, in modo da riportare l'anidride carbonica ai livelli accettabili presenti nell'atmosfera esterna, che è attualmente di 420 ppm.

Al contrario dell'inquinamento da polveri sottili e sostanze tossiche, la CO2 ha una cosa molto comoda: il valore è pressoché uniforme nel mondo, con lievi variazioni in base alla zona nella quale viene fatta la misurazione. Per questo il valore di riferimento viene preso in cima al Mauna Kea, nelle isole Hawaii.

Questo grafico dell'IPCC mostra le previsioni, con diversi scenari ottimistici e pessimistici, dell'aumento della CO2, legato dall'attività umana, a partire proprio dalle 313 ppm registrate nel 1958 a Mauna Kea. Ci ho aggiunto solamente una linea arancione in corrispondenza dei 600 ppm, per evidenziare il momento molto vicino nel quale probabilmente inizierà ad esserci ovunque troppa CO2 per garantire un ottimale funzionamento del nostro cervello.

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Possiamo ragionevolmente supporre che trovare una soluzione per ridurre le emissioni di anidride carbonica sia uno sforzo intellettuale notevole, dal momento che non siamo ancora stati in grado di trovarla.

Questo vuol dire che, dal 2055 in poi, se non avremo già trovato una soluzione per ridurre le emissioni di anidride carbonica e se non avremo già iniziato a invertire la rotta, potremmo non essere più in grado di compiere quello sforzo cognitivo necessario a risolvere il problema delle emissioni. E gradualmente non saremo neppure più in grado di risolvere problemi via via più semplici.

La vita sulla Terra probabilmente continuerà, visto che ha sopportato concentrazioni di anidride carbonica ben più alte. Ma probabilmente il nostro pianeta non sarà più compatibile con l'intelligenza umana, la quale, invece, si è evoluta nell'ultimo paio di milioni di anni a concentrazioni di C02 più basse. E che non farà in tempo ad adattarsi, proprio a causa della velocità straordinaria con la quale stiamo continuando assurdamente ad immettere anidride carbonica nell'atmosfera.

Difficile dimostrare che i problemi cognitivi non si stiano già verificando.

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